I personaggi

Donatella Colasanti. Nata nel 1958, è l’unica sopravvissuta delle due giovani coinvolte nel massacro del Circeo.  Residente a Montagnola, di modesta provenienza sociale, non riuscirà più a riprendersi dalle violenze psico-fisiche subite. Morì vittima di tumore al seno il 30 dicembre 2005, a 47 anni. Fino all’ultimo giorno della sua esistenza, lottò per cercare di far venire alla luce la verità sul caso e per dimostrare che Andrea Ghira non era morto – come sembrava – nell’enclave spagnola di Melilla, ma che avrebbe inscenato il proprio decesso per poter vivere il resto dei suoi giorni senza essere oggetto di indagini da parte polizia italiana.

 

Rosaria Lopez. Nata nel 1956 e residente, come Donatella, nel quartiere di Montagnola; sogna di diventare attrice di fotoromanzi. Al contrario di Donatella, tuttavia, la sua fine è ancora più tragica: seviziata da Ghira, viene tramortita e annegata nella vasca da bagno della villa del Circeo. Probabilmente, sostiene Donatella, la sua fine è stata “favorita” dall’esser stata la prescelta di Ghira che, all’interno del ristretto clan di assassini con cui ebbe a che fare, era considerato non solamente come il “capo”, ma anche quello in grado di andare più a fondo con le violenze (anche sessuali) e i maltrattamenti.

 

Andrea Ghira: è il personaggio con la storia più misteriosa, tra i tre assassini. Di buona famiglia, è figlio di Aldo Ghira, imprenditore edile ed ex nuotatore di successo, e Maria Cecilia Angelini Rota, nobildonna di origini triestine. La famiglia Ghira abitava nel quartiere più esclusivo di Roma, il Parioli, dove Andrea nasce il 21 settembre 1953. L’aver vissuto una giovinezza agiata non ha impedito a Ghira di frequentare cattive compagnie e di alimentare perverse abitudini. Al liceo Giulio Cesare fonda un gruppo che ipotizza il crimine quale strumento di affermazione sociale. Legato al Fronte della Gioventù, persino questo movimento di destra finirà con l’espellerlo: Ghira finirà con il coltivare la propria ideologia all’interno della fazione estremista Lotta di Popolo. Verrà poi coinvolto nel sequestro dell’industriale Marzano e, per questo motivo, sconterà 18 mesi di carcere. Appassionato ammiratore del capo del “Clan dei Marsigliesi”, Jacques Berenguer, si fingerà quest’ultimo per manifestarsi durante il massacro del Circeo.

 

Angelo Izzo: nato a Roma il 28 agosto 1955, è il primo di quattro figli di una famiglia benestante, con un padre costruttore. Come Ghira, anche Izzo condurrà una giovinezza particolarmente agiata, tra il quartiere Trieste – Salario e quello dei Parioli. Appassionato di equitazione, vela e sci nautico, alimenterà fin da giovanissimo la passione per la politica, entrando a far parte della Giovine Italia. Nel 1969 verrà espulso dal movimento. Nel 1974, insieme ad alcuni amici, violentò due ragazzine ottenendo una condanna a due anni e mezzo di reclusione che non scontò in seguito alla concessione della sospensione condizionale della pena.

 

Gianni Guido: nato a Roma il 10 gennaio 1956, studente di architettura, è il terzo componente del gruppo del massacro del Circeo. Era l’unico incensurato.

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