I personaggi

e8fd00_95cbb6683eb14423bbf5bf68453d2ff1MARTINA LEVATO – CONDANNATA PER AGGRESSIONE

Martina si diploma al Parini con 92/100, poi consegue una laurea triennale alla Cattolica in economia aziendale e un master in marketing alla Bocconi. 23 anni, studentessa modello, figlia unica di due insegnanti dell’hinterland con i quali vive nella casa di Bollate.Martina conosce Alexander, in una sala da ballo latino-americana nella primavera del 2013, restandone abbagliata. Lei, con qualche chilo di troppo, ci sta. E l’avventura di una sera si trasforma in qualcosa di diabolico. La brava ragazza, orgoglio dei genitori, inizia una personale via Crucis. Prima stazione: confessione di ogni tradimento, fin nei minimi dettagli. Seconda: mea culpa ed espiazione. Terza: purificazione. Ha detto il padre di Martina: “La nostra gioia, da sempre. Poi si è innamorata di Alex, si è chiusa, ha smesso di pensare con la sua testa, si consumava di gelosia, si imbottiva di anabolizzanti per dimagrire”.

 

e8fd00_2baa0e19d7e847f4b843483ace52011aALEXANDER BOETTCHER – CONDANNATO PER AGGRESSIONE
30 anni, italo-tedesco, ricco di famiglia, selvaggio e palestrato, già sposato da anni con una ex modella croata con cui vive nello stabile di proprietà della madre. Omette di dire a Martina di avere una moglie. Fanatico della forma fisica, plasma il corpo di Martina, l’aiuta a perdere peso, la porta oltre in molti sensi. Incapace di fedeltà, la umilia. Martina gli risponde con piccole ritorsioni. Da quando è in carcere Alexander Boettcher non mostra segni di cedimento o di angoscia. C’è solo un’ombra oscura nel passato di Alexander: un tentativo di suicidio quando aveva 14 anni. Per questo episodio, tempo dopo, non otterrà il porto d’armi. La madre: “Mi ha regalato una vita piena di magia. Ma nell’ultimo periodo era cambiato. Irascibile, forti sbalzi d’umore, ossessionato dal fisico. Sarà un caso ma coincide con l’arrivo di Martina. Era lei quella forte e dominante”

 

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ANDREA MAGNANI – COMPLICE DI AGGRESSIONE

Amico, complice e succube di Boettcher nelle varie azioni. Andrea è un marziano rispetto al giro della Milano rampante. Laureato, impiegato alla Mediolanum, sposato da due anni con una bielorussa, Yuliya (dottore in economia europea, 4 lingue parlate e scritte), un mutuo da 60mila euro per comprarsi casa, è stato l’ultimo ad essere arrestato e il primo a fornire una versione che lega tutta la saga dell’acido e la ascrive a vario titolo alla responsabilità del terzetto.
La Punto nera del 2007 che compare sui luoghi di molti delitti è quella del padre, che gliel’ha passata in dono perché Andrea aveva la patente ma non la macchina. “Mio figlio è buono come il pane”, dice il signor Giorgio (il padre)”, con gli occhi bassi. “Non fuma, non beve, mai andato in discoteca. Le sue uniche sue passioni sono la musica e la Juve, mai stato un ultrà, figurarsi”. A Opera, dove l’hanno rinchiuso, non mangia, passa i giorni in branda sotto le coperte perché ha freddo, sembra smarrito a se stesso. Il signor Giorgio fa un respiro lunghissimo, a buttar fuori l’ansia. “Da ragazzo Andrea era obeso, 120 chili, e per lui dimagrire è un’ossessione. Si allenava come un matto ma non scendeva, non abbastanza. Un anno e mezzo fa ha incontrato al parco Ravizza, dove ci sono gli attrezzi ginnici, questo Alexander, una specie di dottore a livello corporeo, che l’ha messo sotto di brutto: esercizi, diete, corse anche di notte, sotto l’acqua. Mio figlio vedeva i miglioramenti, e così si è legato a quel tipo lì, ma credo che fosse un’amicizia a senso unico. Andrea lo seguiva, l’altro guidava”.

 

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PIETRO BARBINI – VITTIMA DI AGGRESSIONE CON ACIDO

Giovane piuttosto avvenente, alla maturità al Parini, si diploma con un ottimo 80/100, per poi volare alla Northwestern University di Boston. Pietro, dopo essere stato colpito con l’acido dai due diabolici aguzzini, subisce ben sei operazioni: la ricostruzione di una palpebra e una narice, e sa che lo aspettano molti altri interventi e innesti di pelle. Ora Pietro rischia di perdere l’occhio.

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STEFANO SAVI – VITTIMA DI AGGRESSIONE CON ACIDO

25 anni, studente alla Bocconi e “modellaro” (security nei club, autista di starlette da passerella), sfigurato la notte del 2 novembre 2014 sotto casa sua, in via Quarto Cagnino. Di operazioni ne ha già passate 15 e, per tentare di salvargli un occhio, i dottori pensano a un trapianto con le staminali. La cosa più assurda è che l’unica “colpa” di Stefano sarebbe stata quella di somigliare a un altro maschio da “punire”, l’assistente fotografo Giuliano Carapelli.
Stefano Savi, la seconda vittima, conferma che la secchiata d’acido gliel’avrebbe tirata uno che, come corporatura, somiglierebbe più ad Andrea (Magnani) che ad Alex o Martina.

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GIULIANO CARAPELLI – SCAMPATA VITTIMA DI AGGRESSIONE CON ACIDO

Assistente fotografo, sorpreso e aggredito il 15 novembre 2014 in via Bixio. Quel giorno piove forte, Martina gli lancia addosso l’acido ma lui si ripara con l’ombrello, la insegue fino alla macchina, fotografa la targa col cellulare (l’auto, come in altri episodi, è la Punto nera di Magnani), le chiede “ma cosa ti ho fatto di male?”, lei per tutta risposta gli spruzza negli occhi uno spray al peperoncino. LuI scappa, sente qualcuno alle sue spalle, lo smartphone gli scivola dalla tasca; l’inseguitore (Alexander), lo raccoglie e scompare. Cosa aveva fatto di male Carparelli? Un bacio spinto con Martina, una sera al Divina, forse qualcosa di più… chissà.

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