L’accusa

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Dopo 37 giorni di indagini vengono arrestati dai carabinieri – che hanno accumulato una serie di prove schiaccianti contro di loro – Gabriele Defilippi 22enne ex allievo della professoressa Gloria Rosboch (dalla stessa accusato di truffa) e Roberto Obert, 54 anni, di Forno, amante del ragazzo.

Entrambi confessano pur rilasciando versioni diverse, accusandosi a vicenda su chi sia stato l’esecutore materiale del delitto. Il primo a crollare, dopo cinque ore di interrogatorio, è Obert.

Il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando si dice “colpito dalla mancanza di umanitĂ  da parte di entrambi – Parlano dell’assassinio come di qualcosa che è accaduto e che non li riguarda. Obert, tuttavia, è sembrato liberarsi da un peso, mentre Defilippi ha avuto un atteggiamento del tutto diverso“.  Per gli investigatori sulla premeditazione non c’è alcun dubbio. I tabulati telefonici provano che Defilippi e Obert un paio di giorni prima dell’omicidio fecero un sopralluogo nell’ex discarica dove è stato trovato il corpo di Gloria Rosboch.

Il 13 gennaio, giorno dell’omicidio, i due parlano al cellulare utilizzando due SIM acquistate appositamente, una delle quali venne subito distrutta. Gli inquirenti accertano inoltre che i due si sono costruiti falsi alibi. Il giorno prima dell’omicidio, Defilippi danneggia apposta la sua Fiat 500 per poterla così portare in un’officina.Così agli investigatori riferisce che il 13 gennaio non sarebbe potuto uscire di casa perchĂ© aveva l’auto in riparazione. In realtĂ  lui e Obert si muovono con le due auto di Obert, una Renault Twingo bianca e una Mini Cooper. L’omicidio saerbbe stato commesso a bordo della Twingo.
E’ addirittura la madre di Defilippi, Caterina Abbatista, 49 anni, ad accompagnare il figlio dalla loro casa di Gassino alla casa dell’amico a Forno Canavese. La donna, arrestata per concorso in omicidio, continua a negare qualsiasi coinvolgimento. Ma secondo le accuse le celle telefoniche provano che dice il falso: afferma di avere passato la giornata all’ospedale di Ivrea, dove lavora, e che Gabriele sarebbe rimasto a casa a Gassino col fratello 13enne. Paradossalmente, anche quest’ultimo avrebbe fornito una prova che inchioda i 3 complici: lasciato solo a casa, ha chiamato piĂą volte la mamma e il fratello maggiore che non gli hanno risposto. Ma così facendo avrebbe attivato le celle telefoniche che hanno mostrato i loro reali spostamenti.
Evidentemente era ancora infatuata del suo ex studente al punto da considerare l’idea di ritirare la denuncia per truffa che aveva presentato ai carabinieri a settembre. Defilippi e Obert – il cui legame è al vaglio degli inquirenti, complici anche nel raggiro, invece decidono di tenere per sĂ© quei soldi. Pianificando come far sparire – definitivamente – l’ingenua donna.

E non c’è solo la confessione.

Che la professoressa sia stata stragolata lo ha refertato anche il medico legale Roberto Testi.

Sul cadavere, conservato quasi perfettamente nell’acqua gelida della vasca di decantazione, ci sarebbero ancora i segni delle lesioni sul collo.

 

Ma probabilmente altri fatti dovranno ancora emergere. Da una strana vicenda di soldi falsi trovati nell’auto di Obert ad un altro omicidio avvenuto nel territorio… fino a strame storie di collegamenti con frange della criminalitĂ  organizzata e dell’usura, il giallo … è sempre piĂą giallo.