Il caso

February 11, 2016|GIALLOsuGIALLO

il-caso

LUOGO:BADIA TEBALDA (AR)

ANNO:2014

 

Guerrina Piscaglia, una donna di 50 anni, sposata con Mirco Alessandrini e madre di Lorenzo, un ragazzo disabile, risulta scomparsa dal 1° maggio 2014 da Ca’ Raffaello (in provincia di Arezzo).
Fin da subito i riflettori sono su padre Gratien Alabi, un religioso congolese, conosciuto come “Padre Graziano”, con cui la donna avrebbe intrattenuto una relazione extraconiugale. Ben 4mila gli sms (alcuni contenenti messaggi d’amore) e le telefonate. D’altronde, il viceparroco sarebbe stato parecchio “chiacchierato” nella piccola frazione dove ovviamente “tutti sapevano”.

 

Il 3 maggio, dal cellulare di Guerina, parte, inspiegabilmente, un primo sms, alle 17:20, diretto a Dawit Tades, un pizzaiolo etiope con cui la donna aveva scambiato una lunga serie di telefonate fino al 30 aprile 2014. Così recita l’sms: “Io ti ho chiamato, siccome non hai risposto vado con il marocchino a Gubbio”. Alle 17:26 parte un secondo sms diretto al frate nigeriano Hokeke: “Scuza dite al mio marito vado a gubbio con mio amoroso marochino che è venuto ieri a casa sono stanca di mirco torno domenica a prendere lorenzo”. Secondo la Procura, sarebbe stato propio Padre Graziano ad inviare gli sms dal cellulare di Guerrina facendoli passare per suoi, senza pensare al fatto che gli sms, scritti in una forma italiana sgrammaticata, lo avrebbero “inchiodato”. Tanto più che gli investigatori, entrati in possesso di una poesia di Guerrina Piscaglia redatta in italiano perfetto, avrebbero evidenziato l’incongruenza con gli sms sconclusionati presumibilmente scritti da un’altra persona, straniera. Dunque per la Procura sarebbe stato davvero Padre Graziano ad inviare quei messaggi per depistare le indagini?

 

“Una persona di indole fredda che non ha avuto remore a compiere un atroce delitto”. Così scrive il giudice nel provvedimento con cui viene confermata la custodia cautelare in carcere. Padre Graziano sarebbe “un soggetto pericolosissimo con la tendenza ad avvicinare donne indifese e sprovvedute“, scrive il tribunale del Riesame. E ancora: “Alabi è persona abituata ad agire in modo disinvolto, efficace nella simulazione – dal momento che conduce da tempo una vera e propria doppia vita di sacerdote da un lato e di frequentatore di prostitute, oltre che di amante di donne, dall’altra“. I giudici avrebbero inoltre confermato l’ipotesi del GIP Ponticelli sulla dinamica dell’omicidio: il delitto si sarebbe consumato in un bosco dove padre Graziano avrebbe – almeno inizialmente – occultato il corpo della donna. L’ipotesi degli investigatori è che Guerrina Piscaglia sia stata strangolata. Il provvedimento scagionerebbe invece il marito Mirco: “E’ stato intercettato e nulla è emerso”. E così il frate, che nel frattempo si è trasferito a Roma, il 24 aprile 2015 viene tratto in arresto e condotto al carcere di Arezzo. Tuttavia egli continua a dichiararsi innocente.

 

Le ultime indiscrezioni sul caso avrebbero evidenziato il forte desiderio del prete congolese di rompere il silenzio, decisione presa dopo l’improvviso cambio di avvocato difensore, un colpo di scena nelle indagini. PerchĂ© Padre Graziano avrebbe preso questa decisione? L’incarico sarebbe passato all’avvocato Francesco Zacheo dopo un incontro in carcere con due diplomatici dell’ambasciata del Congo. L’obiettivo del nuovo legale sarebbe quello di riuscire – in collaborazione con l’ambasciata – ad affidare Padre Graziano ai domiciliari.

 

Il 27 settembre 2015 Padre Gratien Alabi viene rinviato a giudizio. Deve rispondere delle accuse di omicidio e occultamento di cadavere. Secondo la Procura di Arezzo, infatti, sarebbe stato lui ad uccidere Guerrina Piscaglia.

 

Padre Gratien deve ancora chiarire come mai dal cellulare di Guerrina partì un sms inviato ad un frate nigeriano di cui solo lui conosceva il nome; l’identità del misterioso “zio Francesco” e il suo presunto incontro con Guerrina a Sestino dove Gratien si era recato, con il marito della donna, per un funerale.

Sembrerebbe che Padre Gratien abbia cercato di depistare, fin da subito, le indagini.

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