L’accusa

February 3, 2016|GiallosuGiallo

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Viene concessa una rogatoria internazionale in seguito ai numerosi dubbi sollevati dai genitori di Mario Biondo.

Si cita l’esito di una perizia medico-legale commissionata al professor Livio Milione dell’UniversitĂ  di Palermo, dopo che a sei mesi dalla morte la salma di Mario è stata riesumata per una nuova autopsia. “Rimangono a tutt’oggi dei forti dubbi” vi si legge “circa le modalitĂ  di rinvenimento del cadavere, sull’orario della morte e non ultimo sulle cause che l’hanno determinata. E questo anche a causa della superficialitĂ , carenza ed inaccettabile pessima conduzione del primo esame autoptico condotto dal medico legale spagnolo“.

Troppe le incongruenze e le omissioni, persino sull’ora della morte (forse le 4, forse le 6).

Nessuna menzione ad uno stato emorragico dell’emisfero sinistro che potrebbe far pensare ad un urto con un oggetto contundente che potrebbe aver tramortito Mario, prima di essere strangolato con la messinscena di un suicidio. Anche le gambe piegate costituirebbero una posizione incompatibile con l’ipotesi di un’impiccagione.

L’ipotesi piĂą inquietante è che Mario avesse scoperto qualcosa di scabroso nel passato della moglie: qualcosa che Mario non doveva sapere. I tentativi di entrare nel profilo personale del giovane e il cambio dei codici di accesso avvenuti dopo la sua morte, avrebbero proprio mirato a cancellare le prove delle sue ricerche sulla moglie. Ad effettuare queste operazioni sarebbe stato il cugino di Raquel, un esperto informatico. E proprio in merito a ciò l’uomo sarebbe stato interrogato.