Il caso

February 8, 2016|GiallosuGiallo

il-caso
LUOGO:
Avetrana (TA)

ANNO:2010

 

Il¬†26 agosto¬†2010¬†Concetta Serrano, madre della quindicenne¬†Sarah Scazzi, studentessa al secondo anno dell’istituto alberghiero, ne denuncia la scomparsa.

La ragazza,¬†uscita di casa intorno alle 14.30¬†per raggiungere l’abitazione dellacugina Sabrina, distante poche centinaia di metri, avrebbe dovuto recarsi con quest‚Äôultima ed un’altra amica al mare. Ma Sarah viene inghiottita dal nulla.

Inizia il tam tam mediatico, si passa al setaccio la vita privata di Sarah: abitudini, diario segreto profilo facebook.

Inizialmente i Carabinieri indagano sui motivi che potrebbero avere spinto la ragazza ad allontanarsi volontariamente. Ipotizzano anche un  sequestro in seguito ad un adescamento via internet.

Le ricerche proseguono durante tutto il mese di settembre, in un crescendo di interesse mediatico. Sia la madre che i suoi familiari (in particolare la cugina Sabrina) vengono ospitati dai principali talk show per lanciare appelli.
Dopo oltre un mese di ricerche, il 29 settembre viene rinvenuto il cellulare di Sarah, abbandonato semibruciato in un campo, a poca distanza da casa.

A ritrovarlo è lo zio Michele Misseri il quale avrebbe dichiarato di averlo visto per caso, dopo essere ritornato per recuperare un cacciavite dimenticato il giorno prima.

Mostrandosi addolorato, inizia ad affermare di sapere dove si trovi la nipote, frase che fa ‚Äúalzare le antenne‚ÄĚ agli inquirenti.

 

Dopo alcuni giorni di ricerche,¬†il 6 ottobre Michele Misseri, alla fine di un lungo interrogatorio, cede e¬†confessa l’omicidio di Sarah. Conduce gli inquirenti ad unpozzo in contrada Mosca: il luogo dove si troverebbe il cadavere. E, in effetti, ilcadavere¬†c‚Äô√®.
La madre di Sarah¬†(che fino a quel momento aveva sempre escluso il cognato da ogni possibile sospetto) apprende della morte della figlia e del ritrovamento del corpo durante la¬†diretta televisiva¬†dalla trasmissione¬†Chi l’ha visto?

E’ una scena raggelante e profondamente straziante.

 

Nei giorni successivi,¬†lo zio Michele ritratta la confessione¬†iniziale finch√©, tra contraddizioni varie, i sospetti degli inquirenti iniziano a focalizzarsi sulla figliaSabrina¬†che, dopo un interrogatorio di sei ore, viene arrestata con l’accusa di concorso in omicidio.¬†Il 21 ottobre il GIP di Taranto decide la convalida del fermo, basandosi anche sulla testimonianza dell’amica¬†Mariangela Spagnoletti¬†– la quale avrebbe riferito che Sabrina Misseri avrebbe subito parlato di un possibile rapimento della cugina, in ritardo all‚Äôappuntamento, manifestando la necessit√† di avvertire i Carabinieri.

 

Il¬†movente¬†di un cos√¨ efferato crimine sembrerebbe essere la¬†gelosia¬†per le attenzioni che Sarah avrebbe ricevuto da un ragazzo,¬†Ivano Russo, un cuoco di Avetrana del quale Sabrina si sarebbe pazzamente innamorata. Sabrina e Sarah avevano conosciuto Ivano alcuni mesi prima; il giovane aveva stretto amicizia con entrambe ma Sabrina avrebbe iniziato sin da subito a provare dei sentimenti pi√Ļ profondi. Secondo gli inquirenti, Sabrina si sarebbe confidata con la cugina Sarah riguardo alla sua ‚Äúcotta‚ÄĚ per Ivano e i due, precisamente il 21 giugno 2010 avrebbero anche parzialmente consumato, come dichiarato dallo stesso Ivano, un fugace rapporto sessuale.

Sarah, in seguito, avrebbe raccontato a qualcuno di questo ‚Äúincontro‚ÄĚ, dando il via a tutta una serie di maldicenze al punto tale che Ivano avrebbe deciso, per mettere fine ai pettegolezzi, di troncare l‚Äôamicizia con Sabrina. Quest‚Äôultima, rabbiosa, avrebbe dunque iniziato a nutrire¬†odio verso la cuginetta, cos√¨ come si evincerebbe dal diverbio avvenuto la sera del 25 agosto in un pub del paese, davanti ad alcuni testimoni. Durante tale¬†litigio¬†Sabrina avrebbe infatti rimproverato Sarah di mostrarsi, in pubblico, troppo espansiva con Ivano.

 

L’autopsia non rileva alcuna traccia di violenza sessuale sul cadavere.

Michele Misseri ritratta nuovamente negando di avere abusato del corpo senza vita della nipote.

Il 6 novembre Michele Misseri cambia ancora versione, attribuendo l’omicidio della nipote alla figlia, affermando di essere stato chiamato da Sabrina solo dopo la morte di Sarah per aiutarla ad occultarne il cadavere. A questo punto¬†l’accusa nei confronti di Sabrina diventa di omicidio.

 

Il 9 febbraio 2011 Claudio Scazzi, fratello di Sarah, riferisce agli inquirenti che il giorno precedente la scomparsa della sorella, tra Sara e Sabrina ci fu un violento litigio perché la sorella aveva confidato alla cugina delle molestie ricevute dallo zio. Claudio aggiunge anche che se quelle confidenze la sorella le avesse fatte ai suoi famigliari essi stessi avrebbero preso immediatamente dei provvedimenti nei confronti dello zio.

 

Il 26 maggio 2011¬†anche¬†Cosima Serrano, madre di Sabrina, viene¬†arrestata con l’accusa di concorso in omicidio e sequestro di persona. Dall’analisi dei tabulati risulta, infatti, che il suo telefono cellulare avrebbe effettuato una chiamata dal garage, mentre la donna aveva dichiarato che, quel pomeriggio, non si era mai recata nel garage. Cinque giorni dopo viene scarcerato Michele Misseri, per scadenza dei termini di custodia cautelare per il reato di soppressione di cadavere.

 

Le indagini preliminari si concludono il¬†1¬ļ luglio¬†con l’incriminazione di 15 personeper reati quali: concorso in omicidio, soppressione di cadavere, sequestro di persona, furto, false dichiarazioni al PM, soppressione di documenti, infedele patrocinio, favoreggiamento e intralcio alla giustizia. Successivamente Misseri riferisce che le accuse alla figlia gli erano state suggerite nell’incidente probatorio del 19 novembre 2010 dal¬†difensore Galoppa¬†e dalla¬†consulente Bruzzone, che, a loro volta, denunciano Misseri per calunnia. Misseri si affida al penalista avv. Fabrizio Gallo per smontare le accuse dell’incidente probatorio.

 

Il processo si apre davanti alla¬†Corte d’assise di Taranto il giorno 10 gennaio 2012, e vede come principali imputati Sabrina Misseri con l’accusa di omicidio volontario, la madre Cosima con l’accusa di concorso in omicidio e il padre Michele con l’accusa di soppressione di cadavere.

Il¬†Comune di Avetrana¬†si costituisce parte civile. In qualit√† di testimoni vengono ascoltate anche alcune amiche di Sabrina, le quali riferiscono dell‚Äôossessione di Sabrina per Ivano. Quest‚Äôultimo viene quindi invitato a deporre e, a sua volta, conferma la fugace relazione con l’imputata.

Durante la deposizione il giovane, ripercorrendo la serata del ritrovamento del corpo di Sarah, spiega come lui ed un amico avessero accompagnato Sabrina nella contrada Mosca – dove il padre Michele aveva appena fatto ritrovare il cadavere di Sarah – dopo che questa aveva parlato al telefono con la madre la quale stava seguendo la diretta dalla trasmissione¬†Chi l’ha visto?

 

Il 5 dicembre 2012, in un’udienza alla Corte d’assise di Taranto,¬†Michele Misserinuovamente¬†si autoaccusa¬†dell’omicidio della nipote, atteggiamento che costringe il suo difensore a rimettere il mandato.

 

Il 20 aprile 2013¬†la Corte d’assise di Taranto emette sentenza di¬†condanna all’ergastolo¬†per Sabrina Misseri e Cosima Serrano, ree dell’omicidio di Sarah Scazzi. Michele Misseri viene condannato a 8 anni per concorso in soppressione di cadavere. Carmine Misseri (fratello di Michele) e Cosimo Cosma (nipote di Michele) pure vengono condannati a 6 anni per concorso in soppressione di cadavere.

 

Il 27 luglio 2015¬†la Corte d’Assise d’Appello di Taranto¬†conferma la condanna all’ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano, sua madre. La Corte conferma la condanna ad¬†8 anni di reclusione per Michele Misseri¬†con l‚Äôaccusa di¬†concorso in soppressione di cadavere. Per quanto riguarda gli altri imputati, la pena per alcuni di essi viene riconfermata o ridotta.

 

L’8 ottobre 2015 il Tribunale di Taranto chiede per Ivano Russo ed altre 11 persone il rinvio a giudizio: il giovane conteso tra la sfortunata Sarah e la cugina Sabrina sarebbe accusato di avere reso false dichiarazioni al Gip e falsa testimonianzadinnanzi alla Corte d’Assise.

¬ę

I personaggi ¬Ľ