L’accusa

February 5, 2016|GiallosuGiallo

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L’ipotesi degli inquirenti è che Sarah si stata uccisa da Sabrina per gelosia, con l’aiuto della madre di quest’ultima – Cosima – perché le cugine erano invaghite dello stesso ragazzo.

Per l’accusa i tabulati telefonici, con il susseguirsi di messaggini, telefonate e squilli tra Sabrina, la cugina l’amica Mariangela e un’altra ragazza e dimostrerebbero la prova di un tentativo di depistaggio.
La sentenza infatti sostiene che Sarah fosse stata già uccisa nel momento in cui parte lo squillo dal suo telefonino e afferma che esso sarebbe stato lanciato da Sabrina, la quale dopo l’uccisione della cugina avrebbe inscenato uno scambio di messaggi in base al quale precostituisti un alibi per poter sostenere che mentre era ancora in casa a prepararsi, alle 14.28.26, Sarah era in vita e non poteva che essere stata uccisa dal padre che in quel momento si trovava nel garage di casa. Sarah non sarebbe uscita dopo aver ricevuto il messaggio di Sabrina ma molto tempo prima e, precisamente, tra le 13,45-13,50.
L’orario è fondamentale per poter procedere a una ricostruzione dei fatti che vede Sabrina e Cosima colpevoli.

Sarah sarebbe stata strangolata in casa con una cintura da Cosima e Sabrina.

Quindi il corpo sarebbe stato portato in garage, dove Cosima e Michele si sarebbero occupati dell’occultamento del corpo mentre Sabrina avrebbe tentato di ritardare l’arrivo dell’amica Mariangela Spagnoletti.
Secondo l’accusa, la casa dei Misseri dista da casa Scazzi circa 4 minuti e Sarah il 26 agosto sarebbe arrivata alle 13:50. Alle 13:55 una testimonianza riferisce di avere visto due auto davanti casa Misseri, col garage aperto: una Opel Astra (quella di Cosima) e una Seat Marbella (quella di Michele).
Dopo pochi minuti Sarah sarebbe uscita in strada piangendo e sarebbe stata inseguita dalle due donne, in auto che, una volta fermatesi e scese l’avrebbero costretta a salire sulla vettura.
E’ quello il momento in cui avrebbero incrociato il furgone del fioraio Giovanni Buccolieri e successivamente anche l’auto di un altro testimone. L’intenzione delle due donne sarebbe stata inizialmente solo quella di calmare la ragazzina e per questo l’avrebbero nuovamente condotta in casa dove poi, però, la situazione sarebbe precipitata.