Come andrĂ  a finire

January 28, 2016|GiallosuGiallo

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Si potrebbe contestare che in una nazione di 60 milioni di abitanti (come l’Italia) ci potrebbero essere 12 individui positivi a questo test. Il genetista Giardina dice “Il DNA indica la presenza, non la responsabilitĂ ”.
Altre ipotesi possibili?
L’ambiente della ginnastica è estremamente competitivo! Una gelosia tra compagne di corso potrebbe avere avuto un tragico, imprevedibile epilogo?
Il mistero dell’auto (e del furgone bianco) di Mohamed Fikri
E’ noto che i carabinieri avrebbero voluto far esaminare dal Ris di Parma l’auto del marocchino, ma il pubblico ministero Letizia Ruggeri non lo ritenne necessario. Eppure il giorno prima di venire arrestato, ovvero il 3 dicembre, Mohamed Fikri sembrerebbe avere detto al telefono alla fidanzata: “L’hanno uccisa davanti al cancello”. Ma quella frase non fu mai contestata dal magistrato al marocchino di 23 anni. Agli atti dell’interrogatorio dopo il quale il GIP liberò Fikri, finì solo l’altra frase: “Allah mi perdoni non l’ho uccisa io”. Una traduzione su cui si trovavano d’accordo tre periti sui sette. Altri tre tradussero in maniera differente: “Allah fa che risponda, non ho ucciso nessuno…” e un settimo perito non riuscì a fornire una traduzione precisa. In base a ciò il PM Letizia Ruggeri si convinse che Mohamed Fikri era innocente. Solo un paio di mesi dopo i carabinieri vennero a sapere che il piastrellista marocchino avrebbe imbarcato sulla nave da Genova a Tangeri anche un furgone bianco, oltre all’automobile che non fu mai controllata.
Il muratore polacco e le lettere anonime
Secondo quanto riferito da due lettere anonime arrivate nella redazione del settimanale Oggi, sarebbe stato un muratore polacco a uccidere Yara Gambiraso, alla presenza di Massimo Bossetti. Secondo l’anonimo il “vero” assassino sarebbe stato un muratore polacco, ubriacone e violento. L’uomo sarebbe poi stato ucciso dai complici in un cantiere, che lo avrebbero fatto cadere da un ponteggio simulando un incidente sul lavoro. I complici, favoreggiatori e testimoni dell’omicidio, minaccerebbero e costringerebbero al silenzio Bossetti che quindi avrebbe solo assistito impotente all’omicidio, sarebbe stato male e infine sarebbe scappato terrorizzato.

I colpi di scena: il filmato “taroccato” e non solo
Passata alle cronache con grande scalpore è la contestazione del notissimo filmato (mandato in onda da tutte le emittenti televisive) nel quale si vedrebbe il furgone del Bossetti aggirarsi ripetutamente nei dintorni della palestra di Yara la sera della scomparsa della 13enne. Filmato che avrebbe gettato nella disperazione la moglie di Bossetti, incredula di fronte alle giustificazioni del marito. Il filmato si rivela incredibilmente un prodotto “fatto per esigenze di comunicazione” ma i cronisti non ci stanno e protestano con una lettera aperta nella quale denunciano di essere stati strumentalizzati per avallare la tesi del “predatore” della Procura. La scoperta di tale artificio è del consulente della difesa – l’investigatore Ezio Denti. Per tutta risposta il PM in un’udeinza successiva mette in dubbio la legittimitĂ  dei titoli di studio vantati proprio dal consulente della difesa. Tra accusa e difesa è guerra senza esclusione di colpi.

 

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