Ai domiciliari? “Tutta un’altra cosa”

(Bergamo) – Durante una nota trasmissione televisiva è stata intervistata la moglie di Massimo Bossetti, Marita. Massimo Giuseppe Bossetti  – lo ricordiamo – è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, la giovane ginnasta 13enne di Brembate di Sopra (BG) della quale si persero le tracce la sera del 26 novembre del 2010 e che fu trovata cadavere, 3 mesi dopo, nel campo di Chignolo d’Isola.

Marita Comi - Massimo Bossetti

Marita Comi – Massimo Bossetti

Il giornalista chiede alla donna se non sarebbe auspicabile che Bossetti possa attendere il verdetto di secondo grado ai domiciliari invece che in carcere, essendo il pericolo di “reiterazione del reato” alquanto improbabile. Marita se lo augura per i loro figli che sentono la mancanza del padre, oltre che per il marito che, dal carcere, continua a professarsi innocente:

Massi è partito tutto così, in quarta. Per i bambini piĂą che altro. Con Massi da noi… tutta un’altra cosa. Avrebbe piĂą forza.

Ne frattempo proseguono le polemiche su quanto dichiarato, nelle scorse settimane, da Ester Arzuffi, madre di Bossetti: la donna sarebbe stata una vittima inconsapevole di un ginecologo e dei suoi esperimenti per farle portare a termine le gravidanze. Lo ricordiamo: Giuseppe Guerinoni (il padre biologico di “ignoto1“) non è piĂą in vita e quindi non può confermare o meno l’ipotesi di essere un “donatore” della banca del seme. E’ anche vero che tutto ciò sarebbe avvenuto presumibilmente nell’anno 1969, quando le procedure per la fecondazione assitita non erano forse nemmeno consentite (Massimo Bossetti nacque nell’ottobre del 1970).

(Diarana Sestilli)

 

Leggi anche il dossier completo sul caso di Yara Gambirasio:

– il caso
– i personaggi
– i testimoni
– l’accusa
– la difesa
– come andrà a finire