Buoninconti torna in tribunale

(Asti) – Il 9 novembre si terrĂ  l’udienza, innanzi la Corte d’Appello, cui dovrĂ  presenziare l’ex vigile del fuoco Michele Buoninconti, accusato di omicidio nei confronti della moglie Elena Ceste (assassinata il 24 gennaio 2014 a Costigliole d’Asti) e giĂ  condannato in primo grado con rito abbreviato alla pena di 30 anni di reclusione in carcere.

Elena Ceste - Michele Buoninconti

Elena Ceste – Michele Buoninconti

La condanna è sempre stata contestata dal collegio difensivo dell’imputato. Secondo i legali di Buoninconti la morte della donna sarebbe da attribuirsi ad una caduta accidentale nel Rio Mersa; caduta causata da una perdita dei sensi sopraggiunta durante uno stato confusionale. A sostegno di tale tesi sembrerebbe essere l’esito dell’autopsia effettuata sui pochi resti della donna, rinvenuti ben 9 mesi dopo la sua scomparsa.

Dall’esame autoptico, infatti, sarebbe stata evidenziata la presenza di alcune fratture tra cui una in corrispondenza del coccige: tutte sarebbero compatibili con una caduta, come si evince anche dalle parole del legale di Buoninconti:

“La frattura esiste ed è grossa; si tratta di una lesione nella parte terminale dell’osso coccige e non è l’unica, ce ne sono anche altre”.

In Appello sarĂ  contestata anche la ricostruzione dei movimenti del marito di Elena Ceste, la mattina della scomparsa, grazie ad alcune perizie sul cellulare e sui relativi aggaci alle celle telefoniche, con l’obiettivo di inficiare la sentenza emessa nel primo grado di giudizio.

 

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Il dossier è composto da:
– il caso
– i personaggi
– i testimoni
– l’accusa
– la difesa
– come andrà a finire

(Diarana Sestilli)