La condanna di Bossetti è “inquietante”

(Bergamo) – Nuovamente, lo scrittore e giornalista Roberto Saviano, sotto scorta per le sue battaglie contro la criminalitĂ  organizzata, esprime pubblicamente – in occasione di in un’intervista al settimanale Oggi – le proprie perplessitĂ  in merito alla condanna all’ergastolo comminata a Massimo Giuseppe Bossetti, ritenuto colpevole dell’omicidio di Yara Gambirasio.

GiĂ  nel 2012 Saviano aveva ipotizzato che la morte di Yara potesse essere riconducibile ad una ritorsione di stampo malavitoso in quanto il padre di Yara, il geometra Fulvio Gambirasio, in passato aveva testimoniato contro alcuni imprenditori collusi con la camorra, a suo parere molto presente nei cantieri edili del bergamasco utilizzati per gestire traffici di cocaina. Tuttavia la denuncia dello scrittore, secondo il magistrato incaricato MariaCristina Rota, non si era rivelata supportata da adeguati riscontri e quindi ad essa era seguita l’archiviazione.

Roberto Saviano

Roberto Saviano

Le esternazioni dello scrittore – sopra brevemente riassunte – erano state anche alla base di una denuncia querela, presentata da P.L., figlio di quel P.L. indicato come “boss del narcotraffico” e residente a Brembate di Sopra; querela anch’essa archiviata. Tutto ciò succedeva nel 2014.

Ma Saviano sembra non rassegnarsi e ritorna sul punto: qui di seguito le sue dichiarazioni al settimanale “Oggi”; dichiarazioni che riaccendono aspre polemiche, peraltro mai sopite, tra il fronte degli “innocentisti” e quello dei “colpevolisti”.

“Il padre di Yara ha lavorato per la L***v, un’azienda di proprietĂ  dei figli di P. L., superboss del narcotraffico, che aveva anche un appalto nel cantiere di Mapello. Inoltre, alla festa della L***v parteciparono tre magistrati della procura di Bergamo.”.

E ancora, lo scrittore aggiunge:

“Mi sembra inquietante che non si sia indagato in quella direzione. Anche perchĂ© tutti e tre i cani molecolari usati nelle indagini, sono andati tutti dalla palestra in cui si allenava Yara al cantiere. Spero che in Appello si approfondiscano queste piste”.

(Diarana Sestilli)

 

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– i personaggi
– i testimoni
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