Le motivazioni dell’ergastolo a Bossetti

(Bergamo) – Ci sono novitĂ  per quanto riguarda il caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, la giovane ginnasta 13enne di Brembate di Sopra (BG) della quale si persero le tracce la sera del 26 novembre del 2010 e che fu trovata cadavere 3 mesi dopo nel campo di Chignolo d’Isola.

Il caso dell'omicidio di Yara Gambirasio

Il caso dell’omicidio di Yara Gambirasio

Come preannunciato, in data odierna sono state depositate le motivazioni della sentenza con la quale i giudici della Corte di Bergamo, in data 1° luglio 2016, hanno condannato all’ergastolo l’imputato Massimo Giuseppe Bossetti. I giudici scrivono sostanzialmente che il delitto sarebbe maturato in un contesto di

“avances sessuali respinte”

e confermano quindi le motivazioni dell’accusa ovvero si sarebbe trattato di:

“un omicidio aggravato dalle sevizie e dalla minorata difesa della vittima”.

Il DNA, inoltre, secondo i magistrati, resta la “prova regina” con una fondatezza pari alla

“certezza statistica”.

Infine, la Procura di Bergamo, nella persona del PM Letizia Ruggeri, pare abbia intenzione di ricorrere avverso l’assoluzione dell’imputato dall’accusa di calunnia in quanto, nel corso delle dichiarazioni rese agli inquirenti, il muratore di Mapello avrebbe ipotizzato il coinvolgimento, nella morte della vittima, di un ex collega di lavoro.

(Diarana Sestilli)

 

Leggi anche il dossier completo sul caso di Yara Gambirasio:

– il caso
– i personaggi
– i testimoni
– l’accusa
– la difesa
– come andrà a finire