Madre folle: avvelenava le figlie

(Roma) – Sembra uno spezzone del film “Il Sesto Senso” ma purtroppo stavolta non si tratta di una finzione bensì della cruda realtĂ .

Dal film "Il Sesto Senso"

Dal film “Il Sesto Senso”

Erano gli sgoccioli degli anni Novanta quando Bruce Willis sbancava il botteghino con “il Sesto Senso”, film triller drammatico il cui colpo di scena finale è passato alla storia insieme alla battuta del piccolo protagonista che tutt’oggi rimane impressa nella memoria quasi al pari del monologo conclusivo di Blade Runner. Nel film, il bambino, grazie alla sua capacità paranormale di comunicare con i defunti, riesce a vendicare una bambina smascherandone l’assassino, non il classico uomo nero, sconosciuto e cattivo, ma l’amorevole madre, la quale, fingendo di occuparsi della piccola malata, in realtà la avvelenava lentamente tutti i giorni fino ad ucciderla. Un applauso al regista per la trovata cinematografica d’effetto, purtroppo però, il personaggio della madre non è un’invenzione degna dei migliori sceneggiatori, ma rappresenta un disturbo chiamato Sindrome di Münchhausen per procura.

A.M. è una giovane madre 29enne che avrebbe tentato piĂą volte di uccidere la figlioletta, di poco piĂą di 3 anni, versandole delle sostanze (delle benzodiazepine) nel biberon. La sconvolgente scoperta sarebbe avvenuta all’ospedale romano Bambin GesĂą dove la piccola era stata portata, nel mese di dicembre 2016, per accertamenti, in seguito a due episodi di arresto cardiorespiratorio, apparentemente inspiegabili, e risolti grazie al tempestivo intervento di medici rianimatori. A fare scattare le indagini sarebbero stati proprio i referti inviati dalla direzione sanitaria alle autoritĂ  competenti.

Stando alle prime ricostruzioni, A.M. – la madre 29enne – avrebbe intenzionalmente (cioĂ©: senza alcuna prescrizione medica) somministrato alla piccola, ricoverata in ospedale, farmaci contenenti benzodiazepine. Dietro il gesto folle, secondo le prime ricostruzioni, ci sarebbe il tentativo “malato” di recuperare un rapporto coniugale in crisi. Strumentalizzando la salute della bambina, la donna, infatti, avrebbe cercato di attirare l’attenzione del marito per tenerlo legato a sè.

La donna è stata arrestata dai carabinieri in seguito ad un’ordinanza di custodia cautelare. Ma ciò che lascia allibiti è che giĂ  in data 28 dicembre 2016 i carabinieri avevano notificato ad entrambi i genitori un provvedimento di sospensione della responsabilitĂ  genitoriale, emesso dal Tribunale per i Minorenni di Napoli, che aveva disposto il divieto di avvicinamento alla bambina ricoverata e alle due sorelline minori, affidate ai servizi sociali.

Incredibili le conversazioni, tra moglie e marito, intercettate a poche ore dalla notifica del provvedimento della sospensione della responsabilità genitoriale. Lei così dice al marito:

“Se racconti cosa ho fatto mi butto sotto un treno”.

E ancora:

“Amore, io non gli ho dato niente alle bambine. Ma ora che ce le hanno tolte come fai a stare così calmo?”

Attualmente la donna è in stato di fermo con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della figlia. Ma il sospetto è che uno o piĂą tentativi di omicidio – con modalitĂ  simili –  si siano verificati anche nei confronti di una delle due sorelline, a sua volta ricoverata in ospedale a Napoli, all’inizio del 2016.

Il pensiero corre ad un altro caso recente di figlicidio: quello di Giusy, la madre di Gela che, per paura di essere abbandonata dal marito, avrebbe fatto ingerire candeggina alle sue figlie, uccidendole entrambe. Una madre che non nascondeva un “morboso interesse” nei confronti di un’altra madre di cui si è occupata ampiamente la cronaca nera: Veronica Panarello, accusata dell’omicidio del piccolo Loris Stival. Viene da chiedersi: ma che sta succedendo?

Diarana Sestilli