Massacrata in diretta “live” dal branco

(Canada) – Una ragazza sanguinante chiede aiuto, implora disperatamente i suoi aguzzini e, a mala pena ancora cosciente, chiede perdono per ciò che ha commesso. Ma non c’è niente da fare: colpita ripetutamente alla testa, viene massacrata rabbiosamente fino alla morte. E’ successo il 23 aprile 2017 nella riserva naturale di Sagkeeng First Nation, in Canada.

Serena è stata brutalmente picchiata e uccisa da un “branco” di adolescenti. Cosa abbia potuto scatenare tanta ferocia ancora non è chiaro. Si sa solo che, finora, la polizia avrebbe arrestato due ragazze di 16 e 17 anni con l’accusa di omicidio di secondo grado. Entrambe frequentavano la Sagkeeng Anicinabe High School insieme alla vittima. Sembra però che lista delle persone coinvolte sia destinata ad allungarsi.

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Serena McKay

La 19enne, originaria di Winnipeg, era stata presumibilmente attirata con l’inganno in quel bosco secolare dove, una volta aggredita selvaggiamente, nessuno ha potuto sentirla. La famiglia della ragazza si trovava a poca distanza dal luogo dell’uccisione; non vedendola tornare, aveva dato l’allarme. La giovane purtroppo era giĂ  morta; il suo corpo, ormai privo di vita, è stato rinvenuto tra il fogliame.

Quello che i genitori non sapevano è che la morte della loro figlia era stata filmata in un video le cui immagini, girate in diretta, stavano rimbalzando di telefonino in telefonino, facendo il giro dei social network.

“Dopo aver visto il contenuto del video sono sotto choc. Non c’è nessuno sano di mente che avrebbe potuto fare una cosa del genere. Dovevano essere sotto l’effetto di qualche droga perchĂ© non riesco a spiegare una violenza simile”.

Questo il commento a caldo del preside della Sagkeeng Anicinabe High School, la scuola superiore frequentata dalla vittima – prossima al diploma – e dai suoi assassini.

Ancora una volta si ripresenta il problema di un uso distorto della tecnologia e dei video “live” in diretta.

(Diarana Sestilli)