Troppe le anomalie: Yara come Meredith

(Brescia) – Claudio Salvagni e Paolo Camporini, difensori di Massimo Bossetti – il muratore di Mapello condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio della giovane Yara Gambirasio – così hanno motivato le loro ragioni nel corso della terza udienza del processo che si sta svolgendo presso la Corte d’Appello del Tribunale di Brescia:

“Ci sono troppe imprecisioni nei test del DNA eseguiti per scovare Massimo Bossetti, siamo convinti che sia stato condannato ingiustamente (…) Partiamo dal fatto che vennero utilizzati dei kit scaduti e che ciò lo scoprimmo noi solo durante il processo a Bergamo. Poi, come testimoniato in aula dai capitani Staiti e Gentile, il materiale di questo importante caso è stato inspiegabilmente conservato in laboratorio insieme a quelli degli omicidi comuni”.

Ignoto 1

Ignoto 1

Il precedente illustre citato – per ciò che concerne anomalie, errori ed incongruenze – sarebbe quello del caso della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa a Perugia nel 2007, per cui furono indagati e quindi condannati in primo e secondo grado, per poi essere infine assolti dalla Cassazione, Amanda Knox e Raffaele Sollecito.

(Diarana Sestilli)