Tutti i cadaveri dell’infermiera killer

(Saronno, Varese) – Al primo punto dell’elenco dei capi d’imputazione c’è la morte del marito ma Laura Taroni, accusata di avere commesso svariati omicidi – sia in ospedale a Saronno (in combutta col dott. Leonardo Cazzaniga, suo amante) che in famiglia – avrebbe reagito così all’accusa:

“Non l’ho ucciso, lo credevo malato, cercavo solo di curarlo.”

Ma dalle intecettazioni emergono evidenze di ingenti quantitĂ  di farmaci sottratti all’ospedale e poi somministrati in famiglia. Durante uno dei tanti controlli, presso la struttura sanitaria, la vittima era stata messa in guardia:

“Non prenda farmaci dai suoi familiari”.

Ma l’uomo aveva, forse ingenuamente, risposto:

“Di mia moglie mi fido”.

Non poteva certo immaginare che la consorte e il dottore gli avessero dignosticato un diabete inesistente falsificando le analisi.

Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga

Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga

Laura Taroni avrebbe parlato a lungo con gli inquirenti, raccontando dei dissapori con il marito, diventati sempre piĂą aspri verso quella che ormai era la fine della loro relazione. Un rapporto sempre piĂą difficile, come quello che la donna aveva con la madre che rifiutava la sua relazione con il dott. Cazzaniga. Quando l’anziana è morta in casa, guarda caso dopo un litigio con la figlia, c’era anche il medico “killer”: i verbali di quella sera riferiscono di inspiegabili ritardi nella chiamata di soccorso al 118 e oltretutto, nell’attesa che arrivasse l’ambulanza, nessuno dei due provò a rianimarla.

A Laura Taroni sono stati contestati anche i reati di lesioni e falso ideologico. Secondo la Procura, la donna avrebbe cercato di eliminare fisicamente tutte le persone che osteggiavano la sua relazione con Cazzaniga come, ad esempio, anche il suocero Luciano: pure lui morto in circostanze assai misteriose.

(Diarana Sestilli)