Tutti i segreti di “Igor” alias “Ezechiele”

(Ferrara) – E’ caccia all’uomo nelle campagne lungo la Bassa fra Bologna e Ferrara e Ravenna: centinaia di militari dei corpi speciali si muovono, con l’ausilio dei cani molecolari, per stanare “Igor il russo” al secolo Igor Vaclavic, il killer incriminato per due omicidi – quello del barista di Budrio, Davide Fabbri, e del cacciatore volontario di bracconieri, Valerio Verri – oltre al ferimento di una guardia provinciale, Marco Ravaglia.

Igor “uno, nessuno, centomila: killer, cecchino disertore dalle forze speciali siberianecon una cicatrice di 20 cm sulla caviglia (per essersi tagliato dalla carne viva il numero di matricola), eremita fuggitivo tra le tribĂą dei monti della Cina, rapinatore con arco e frecce, gigolò a Valencia (in Spagna), religiosissimo chierichetto in carcere, carcerato modello, cultore della forma fisica tanto da non fare meno di 12mila addominali al giorno, puerilmente appassionato di fumetti e giochi da tavolo. Financo la sua etnia risulterebbe incerta: forse serbo, durante la detenzione in carcere si sarebbe anche fatto battezzare acquisendo un nuovo nome: Ezechiele. Ed è proprio con questo nome che sarebbe stato individuato un profilo facebook denominato “Ezechiele Norberto Feher” da cui gli inquirenti avrebbero tratto svariate fotogafie del ricercato ed altre importanti informazioni.

Igor Vaclavic alias "Ezechiele Norberto Feher"

Igor Vaclavic alias “Ezechiele Norberto Feher”

Carabinieri e forze speciali hanno trovato resti di bivacchi in casali diroccati, una piccola imbarcazione (una sorta di zattera) rubata ad un contadino di Molinella ed utilizzata per spostarsi lungo i canali d’acqua, un Fiorino abbandonato al posto di blocco, dopo il delitto di Portomaggiore, contenente una sorta di “kit di sopravvivenza” (cerotti, cotone emostatico, una coperta cerata mimetica, guanti in lattice per non lasciare impronte, 4 scatole di biscotti, sigarette, un kg di mortadella, caffè, coca cola, 3 scatole di tonno, un barattolo di Nutella, ragĂą in busta, patatine, zucchero, limoncino, bottiglie varie, una moka) oltre ad una maglietta e un giubbino imbrattato di sangue. Ma di Igor Norberto Ezechiele nemmeno l’ombra.

“Prima o poi dovrĂ  uscire allo scoperto. FarĂ  il passo falso che noi stiamo aspettando”.

dice un carabiniere. E un investigatore aggiunge:

“Non vuole tornare in galera… si muove di notte, ma di poco. In cerca di cibo nei campi, per sopravvivere. Poi torna in qualche tana che conosce bene. Ma non potrĂ  durare a lungo. Che cosa beve? Dove trova acqua pulita?”.

E il sospetto che possa avere uno o piĂą complici, si fa sempre piĂą concreto.

(Diarana Sestilli)