“Venite, ho ucciso il mio babbo”

(Arezzo) – Giacomo, appena 18enne, uccide il 51enne padre Raffaele Ciriello, 51 anni, con un fucile da caccia caricato a pallettoni e poi, in piena notte, telefona ai carabinieri autodenunciandosi:

“Mi chiamo Giacomo Ciriello, abito a Lucignano, venite ho ucciso il mio babbo”.

Prima di chiudersi nel  silenzio, il ragazzo avrebbe anche aggiunto:

“Andava fatto”.

Giacomo Ciriello

Giacomo Ciriello

Il ragazzo, dopo l’interrogatorio in caserma, è stato portato in carcere. Stando ad una prima ricostruzione, Giacomo avrebbe atteso il rientro del padre a casa, con il quale viveva e lavorava, dopodichĂ© sarebbe uscito con la doppietta e gli avrebbe sparato. L’omicidio sarebbe maturato in seguito ad una violenta lite occorsa con il genitore qualche ora prima.

Un episodio sconcertante: nei giorni antecedenti al delitto, Giacomo aveva addirittura aggredito la madre con un coltello. Durante una nota trasmissione televisiva, così commenta lo psichiatra Alessandro Meluzzi, inquadrando il caso in uno scenario di elevata conflittualità familiare:

“(Giacomo) probabilmente è stato usato dai genitori, accumulando una tale violenza da scaricarla tutta in una volta”.

Le poche notizie trapelate lasciano supporre che il giovane avesse covato un forte risentimento verso entrambi i genitori che si erano separati da poco. Il malessere psichico del ragazzo era tale che lo stesso aveva chiesto di essere messo in una comunitĂ  terapeutica per essere aiutato da psicologi. Ma il suo grido d’aiuto era rimasto inascoltato, purtoppo.

(Diarana Sestilli)