Sul Mostro di Firenze

Come secondo intervento in questa rubrica mi piacerebbe trarre spunto dal mio quarto libro: “Il Mostro di Firenze. Una VeritĂ  oltre la Cassazione“.

Non riporterò, qui di seguito, altro che il ricordo della cronaca dei delitti condito con qualche particolare, sempre comunque di pubblico dominio, al fine tanto di non dimenticare quanto di raccontare ai piĂą giovani qualcosa di questa pagina buia della nostra Storia d’Italia della quale, mi rendo conto, molti non conoscono nemmeno l’esistenza… eppure negli anni ottanta venne addirittura costituita una “Squadra Anti Mostro” come appendice della Procura di Firenze nel tentativo di identificare l’identitĂ  del presunto serial killer e catturarlo.

La vicenda del Mostro di Firenze ha inizio il giorno 22 agosto 1968: le vittime sono Barbara Locci ed Antonio Lo Bianco, lei era soprannominata “l’ape regina” per quante relazioni extraconiugali aveva; quella sera si appartarono portando con sĂ© anche Natalino, figlio della Locci e di Stefano Mele. Furono esplosi contro la coppia otto colpi, quattro per lei e quattro per lui. Il bambino, svegliatosi, venne preso a spalle da qualcuno del quale non riuscì bene a scorgere il viso anche se gli psicologi parlano di rimozione inconscia a causa dello shock subito; l’assassino raggiunse una casa, diede indicazioni al piccolo su cosa rispondere per farsi aprire e poi scomparve nel nulla. Natalino pronunciò queste parole verso l’uomo che rispose al campanello:

“Aprimi la porta che ho sonno… ho il babbo ammalato a letto. Dopo mi accompagni a casa perchĂ© c’Ă© la mia mamma e lo zio che sono morti in macchina.”

La Locci soleva sottrarre soldi alla propria famiglia e gran parte di quel denaro, parliamo di circa mezzo milione delle vecchie lire, risultarono essere state elargite al suo storico amante Salvatore Vinci i cui due fratelli, Giovanni e Francesco, ebbero anch’essi, seppure in tempi diversi, rapporti con la Locci. Del delitto si autoaccusò Stefano Mele, il di lei marito ma in un batti e ribatti di reciproche accuse finirono dietro le sbarre anche i fratelli Vinci; successivamente si scoprì che i tre Vinci erano originari di un paese in Sardegna dove si erano perse le tracce di una pistola automatica Beretta LF (Long Rifle) calibro 22… lo stesso usato nel primo delitto e nei sette successivi. Ogni volta che i Vinci finivano in galera, tuttavia, il mostro contraccambiava con nuovi delitti e il bambino, Natalino, una volta cresciuto si dichiarò disposto a sottoporsi ad ipnosi regressiva ma nessuno tra gli investigatori decise di procedere in tale senso.

Il secondo delitto è del 14 settembre 1974, sei anni piĂą tardi. Lei diciottenne e lui ventenne: si erano appartati in un posto chiamato Borgo San Lorenzo. Il cosiddetto Mostro colpì il ragazzo con sei proiettili calibro 22 Winchester serie H provenienti sempre dalla solita beretta RF e la ragazza con quattro; pugnalò  lui con due profondi fendenti al torace e finì lei con ben novantasei coltellate di cui settanta nella zona pubica… al termine del massacro inserì nella vagina un tralcio di vite. La borsetta della ragazza venne trovata a piĂą di trecento metri di distanza e dall’inventario mancavano degli anelli, un orologio ed il portafogli: venne  ritrovato e repertato anche un bottone appartenente ad una giacca di tweed da uomo ed ad anni di distanza la tomba della ragazza fu profanata presso il Cimitero di Borgo San Lorenzo.

Il terzo duplice omicidio avviene il 6 giugno del 1981,a quasi sette anni dal precedente ed a circa tredici dal primo: le vittime sono una ventunenne, Carmela De Nuccio ed un trentenne, Giovanni Foggi, appartatisi in localitĂ  Mosciano di Scandicci un sabato sera. Questa volta vengono sparati otto colpi, tre per lui e cinque per lei dopodichĂ© l’assassino infligge tre pugnalate a lui e due alla gola a lei prima di asportarle il pube con tre tagli precisi (ricordiamoci che sette anni prima aveva massacrato la medesima parte corporea della vittima con settanta coltellate). Anche questo delitto avviene di notte durante un novilunio ossia quando la Luna è assente in cielo.

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