Angelo Izzo: pluriomicida o serial killer?

28 aprile 2005: Angelo Izzo, conosciuto come il “Mostro del Circeo”, uccide Maria Carmela Maiorano e la figlia Valentina di 15 anni.

Izzo è tornato ad uccidere dopo 30 anni dal famoso massacro del Circeo avvenuto nel 1975 in cui una donna è stata violentata, seviziata e uccisa mentre un’altra si è salvata fingendosi morta. Questo testimonia come Angelo Izzo abbia deciso di ricominciare a uccidere come se il tempo non fosse passato.

Angelo Izzo

Angelo Izzo

Izzo fu esaminato negli anni’70 da uno psichiatra dell’Università della Cattolica, che aveva riscontrato una nevrosi maniaco-depressiva e alterazioni della sessualità. Izzo cercava di compensare le dimensioni scarse del suo membro abusando di psicofarmaci e manifestando un atteggiamento da conquistatore onnipotente che in realtà manifesterebbe un complesso di inferiorità.

Indipendentemente dai trent’anni di carcere, l’inclinazione del suo oggetto sessuale sono sempre state le ragazze molto giovani tant’è che in un’intervista dichiarò di essere giovane e forte e pieno di energia al punto da non desiderare le donne della sua età, ma donne più giovani di età pari a 14/15 anni perché sono ragazze belle e donne fatte.

Facendo un’analisi più approfondita possiamo paragonare la figura di Angelo Izzo a quella di un assassino seriale sia per quanto riguarda la scelta del luogo che anche dopo trent’anni si rivela ancora la stessa, ovvero una casa isolata; sia in riferimento alla modalità operativa caratterizzata dalla capacità di convincere le vittime a seguirlo senza esercitare costrizione fisica. Inoltre in entrambi i casi si possono riscontrare sevizie oltre al fatto che si può parlare di omicidi sessuali la cui soddisfazione viene raggiunta senza un vero e proprio colpo di grazia che risparmi loro le sofferenze di una morte lenta e dolorosa.

Diversi esperti hanno fatto notare come, a causa della presenza di forme di sadismo o di senso di inferiorità sessuale, Izzo presenti degli elementi tipici dell’omicida seriale; ad esempio il medico del carcere di Trani che lo visitava, racconta le feroci fantasie che riguardavano le torture da infliggere alle persone amate.

In particolare, il criminologo Francesco Bruno mette in evidenza le sue ossessioni, il delirio persecutorio e la sua pericolosità sociale tanto da considerarlo pronto a commettere un ulteriore crimine; oppure il prof. Franco Ferracuti sostiene che Izzo presenti un quadro psichico di tipo schizofrenico con sviluppi temporali paranoici a lenta evoluzione all’interno di una personalità immatura e inadeguata.

Dopo il processo in primo grado e quello d’appello, la difesa chiese di sottoporre Izzo ad una perizia psichiatrica per accertare la sua capacità di intendere e volere, ma la richiesta venne respinta; venne invece sottoposto al reattivo di Rorschach (test proiettivo della personalità) le cui risposte lo collocano vicino alla soglia del delirio in quanto sostiene di vedere uomini di profilo, dallo sguardo cattivo, senza corpo e senza sesso oltre a figure di donne senza seno e senza sesso. Izzo da altre risposte caratterizzate dall’ossessione per il sangue e l’interiorità dei corpi.

Concludendo e tenendo conto delle informazioni avute fino ad ora, un possibile errore è stato quello di aver permesso a Izzo di “eroizzare” il suo ruolo proponendosi prima pentito, poi operatore sociale che aveva il compito di aiutare gli altri emarginati, alimentando il bisogno di sentirsi al centro dell’attenzione e di mantenere il controllo sulle altre persone.

(Benedetta Mazzoleni)

 

Leggi il dossier storico completo sul caso del “Massacro del Circeo

il caso
i personaggi
i testimoni
l’accusa
la difesa
come andrĂ  a finire